Diritto d’autore: pietra tombale sul monopolio legale


È di ieri la sottoscrizione di un accordo tra SIAE, da una parte, e Soundreef/LEA dall’altra, che pone fine al monopolio legale della SIAE in Italia relativamente alla gestione dei diritti degli autori.
Il colpo definitivo era stato assestato dalla cosiddetta “Direttiva Barnier” già recepita nel nostro Paese, ma, di fatto, è questo accordo a sancire la definitiva entrata nel mercato della intermediazione dei diritti autorali di Soundreef, tramite LEA, l’Associazione no profit degli iscritti a Soundreef, la cui fondazione si è resa necessaria per ovviare alla precisa indicazione della Direttiva che prevede che non debba esservi scopo di lucro per gli enti di intermediazione dei diritti degli autori.
In un comunicato congiunto diffuso nella giornata di ieri, SIAE e Soundreef/LEA hanno annunciato di avere deposto le armi e “di aver raggiunto un accordo finalizzato a definire tutte le controversie in essere tra le parti e a prevenire l’insorgerne di ulteriori. L’accordo mira, fermo restando il rapporto di concorrenza tra le parti, a garantire il buon funzionamento del mercato nell’interesse innanzitutto dei titolari dei diritti d’autore nonché degli utilizzatori.”
Per gli utilizzatori la liberalizzazione “nei limiti dettati dal Decreto legislativo 35/2017”, comporterà la necessità di attivare una licenza integrativa a quella di SIAE, rilasciata da LEA/Soundreef nel momento in cui intendessero avere accesso al repertorio da quest’ultima gestito.
“SIAE, SOUNDREEF LTD e LEA si sono, inoltre, reciprocamente impegnati a concordare, entro i prossimi dieci giorni una serie di regole operative idonee a garantire che gli utilizzatori siano posti in condizione di perfezionare in maniera agevole tutti i contratti di licenza necessari all’utilizzazione dei diritti rappresentati dalle diverse società.”
Questa liberalizzazione gioverà realmente ad aventi diritto ed utilizzatori? I dubbi sono molti.
UNCLA in questi anni ha sempre sostenuto la necessità di mantenere un solo interlocutore, una sola interfaccia, uno “sportello unico” al fine di semplificare i rapporti con gli utilizzatori e assicurare agli aventi diritto di poter contare su una “massa critica” di associati tale da potersi confrontare adeguatamente con i colossi dell’economia digitale. La parcellizzazione non giova a nessuno e potrebbe comportare anche un aggravio dei costi. Bisogna augurarsi che aventi diritto prendano atto del pericolo e decidano per il meglio.